MUSE, POETI e PITTORI


Dedicata alla scomparsa di Pietro Chiari

  

Se io potessi………… se io volessi,

  

Se io potessi, Pietro,

vorrei morir come te;

alle 5 del mattino

del secondo dì di giugno;

in silenzio;

tra le braccia della Sposa;

 

Sì, se io potessi, o Pietro;

alle 5 del mattino

sul finir di un nostro incontro

sul glorioso suol di Sardegna

col cuor ferito a morte

ma gonfio di gioia

per aver cantato, ancora una volta,

con il Settimo Corso.

 

Sì, se io potessi, o Pietro;

ma forse non voglio;

 di te mi manca il coraggio;

dammelo Tu, Ti prego:

alle 5 del mattino

 di un secondo dì di giugno,

o quando… Dio vorrà !!!.

 

Un collega del Settimo Corso


  Maria Antonietta Ruotolo in occasione del Raduno in Sardegna 

Se pur carente di accenti soavi

per celebrar la terra dei miei avi,

tenterò di illustrarvi, con modesti ingredienti,

del viaggio gli aspetti più salienti.

Abbiam spaziato per “ su regnu sardu”

dal Capidano fino al Gennargentu,

dalla Gallura fino alla Barbagia,

Terra dolce, forte e selvaggia.

Popolo semplice e ricco d’intelletto

come Deledda e le sue “ Canne al Vento”.

Di Cagliari, più che l’arte ed il folclore,

ricorderem la jacaranta in fiore.

di Tharros e Nora la serena atmosfera

col bel ricordo di un’antica era.

Qui approdarono e vissero felici,

popoli romani , punici e fenici.

Barumini e la Giara di Gesturi,

l’antico castello di Sanluri,

vero vanto di questa regione,

hann suscitato in noi molta emozione!

Che dire poi della vegetazione ?

Il lentisco, la mortella e il rosmarino

l’asfodelo, il ginepro ed il biancospino,

dalle arse rocce fan capolino,

giù fin al mare di smeraldo e di turchino.

Dopo il paesaggio e l’archeologia,

dovrei parlar della gastronomia,

ma, veramente, sono in imbarazzo:

del “giardino d’Alice” e dello “ Stazzo”

è difficile elencare  ogni specialità,

che abbiam gustato tutti in quantità.

Il viaggio è finito con grande animazione.

Permettetemi una piccola riflessione:

ho il sospetto che la vostra aspirazione

era di cantare “pompa pompa” ad ogni riunione,

sia, quanto eravate giovani leoni

sia ora , con la stessa gioiosa incoscienza,

del tempo antico della giovinezza.

Perciò nel bel ricordo  del tempo trascorso,

posso ben dire: Viva gli “ever green” del 7° Corso !

           Arborea , 29 Maggio 2001   -   Toni   


                                     

 Antonio Tamborrino in occasione del Cinquantenario.

  

Mezzo Secolo

 

Avanti, coraggio! Serriamo le fila!

Abbiam già raggiunto quota duemila !

Forza, ragazzi ! Ancora uno sforzo …

e…fa cinquant’anni il Settimo Corso !

 

E’ mezzo secolo di vita vissuta,

secondo una scelta da tutti voluta.

Abbiam sofferto, abbiam gioito …

ma quella scelta giammai abbiam tradito.

 

E finalmente, siam giunti alla mèta.

Proviamo a contarci ! Chi ce lo vieta ?

Ruolino alla mano ... inizia la conta

ma … quanti silenzi ! La festa si smonta !

 

E’,  forse, meglio non fare l’appello…

non indagare su questo… su quello…

far finta di nulla… e gridar sull’attenti:

“ SETTIMO CORSO ! TUTTI PRESENTI !!!”

 

 

Tamborrino


 Mario Del Genio, dedicata al mese del suo matrimonio (dalla raccolta “ I Miei Pensieri”)

                  

Settembre

 

Settembre

è ‘ o meglio mese ‘ e llanno

l’estate ti saluta

‘e vene vierno.

 

O sole se ne scenne

a poco a poco

l’aria si rinfresca e ti cunzola.

 

I sciuri che so rimasti sempre apierti

mo si chiureno quasi pè dispietto

 

Ammore,

io t’aggio dato ormai pè sempre

‘o vuò sapè pecchè ?: pecch’è settembre.

 

 

Mario Del Genio


            Guido Staibano in occasione del Raduno Nazionale del 2003 in Friuli –Venezia Giulia

              

                        Un altro nostro incontro si è concluso

                        e, come ormai è diventato d’uso,

                        chiudiam con qualche verso in poesia

                        il nostro incontro senza nostalgia.

                                               

                        Stavolta è stato un viaggio senza uguali

                        per interesse in posti naturali

                        dove la guerra ha fatto una falcidia

                        di veri eroi, di gente senza invidia

                        che ha combattuto perché andava fatto

                        senza pensar di chiederne un riscatto !

 

                        Diciamo grazie agli organizzatori

                        al nostro ALZETTA e, ai collaboratori;

                        solo una cosa ha sbagliato ALZETTA;

                        e’ andato via : ha avuto troppa fretta  !!

                                           

                        Diciamo grazie ancor anche a CISMONDI

                        che non so come, ha raddoppiato i fondi

                        donandoci un viaggio di piacere

                        che poi lo ZITO ci fa rivedere.

                         

                        Grazie ragazzi …….. e fine del discorso:

                        siam troppo forti, siam settimo Corso !!

                                                                                                                                                                        

Guido Staibano

 


Tratta dalla raccolta di famiglia di Beppe Cismondi in occasione della scomparsa di Remo Peracchio 

 

Mio Cuore

Mio povero cuore
battezzato di violette e d’assenzio,
dove canta l’acqua dei ruscelli,
dove s’ accendono gli occhi delle stelle,
dove danzano i rami
dei platani e dei tigli.
Dove le cime
si specchiano
e il sole è di casa,
libero e cocente.
Mio povero cuore
puro e avvelenato,
dove sento spesso
la voce vellutata e lamentosa
dei miei morti.
Mio povero cuore
nido d’angeli e di serpi,
luogo di dubbi e di paure.
Cuore che soffre,
che ama,
che prega,
cuore ferito,
maciullato dal tempo.
Cuore che spera,
che accoglie,
che respinge.
Mio povero cuore
battezzato di violette e d’assenzio.
 

Padre Silverio Luigi (fratello di Beppe)


Guido Staibano in chiusura del XIII° Raduno Nazionale in Firenze nel 2006.

 

                 Due parole di chiusura

                 per la splendida avventura

                 che l’amico Tamborrino,

                 col suo far da certosino,

                 a Firenze ha organizzato

                 quest’ incontro inaspettato !

 

                           Trombe, Sindaco, discorso

                            tutto pe’ l Settimo Corso:

                            ricordar dovranno in tanti

                            il nostro Manfredi Fanti.-

 

                 Tamborrin, sei stato grande

                 hai concluso un’importante

                 fase del grande percorso

                 del nostro mirabil Corso.

  

                            Grazie ancor, grande regista

                            vecchio paracadutista;

                            siamo stati troppo bene:

                            certo, qui, tornar conviene !

                            e concludo il mio discorso

                            con VIVA IL SETTIMO CORSO !!!

 

                                                    Guido Staibano


 I delicati acquarelli del compianto Raffaello Mazzarini